Si inserisce perfettamente tra le finalità della “Blue&Green Community”, valorizza l’aspetto ambientale del litorale ma soprattutto recupera quelle aree oggi incolte e abbandonate, senza destinazione.
Potrebbe diventare anche parte integrante del percorso di riqualificazione dei terreni incolti dell’Interreg CREW capitanato dallo IUAV, che coinvolge anche le Università Ca’ Foscari e Padova, oltre ad un numero di enti locali, associazioni e amministrazioni pubbliche.
Una nuova opportunità per Cavallino-Treporti, colta dall’amministrazione comunale che ha invitato il consulente Lorenzo Barbasetti e Marco Bozzato, agricoltore di piante innovative, a presentare il progetto di innovazione e riqualificazione dei terreni incolti in occasione della seduta del Tavolo Verde al quale siedono i rappresentanti di categoria.
«I nostri terreni per tipicità e posizione non sempre sono coltivabili, o non c’è l’interesse di farlo. Il problema dell’incolto è sempre più sentito e va data soluzione quanto prima per evitare nuove situazioni di degrado. Tra le proposte ricevute, quella della produzione di piante alofite, piante di barena, potrebbe essere una soluzione concreta – spiega Anna Valleri, conigliera delegata all’agricoltura -. Queste piante darebbero nuova vita a quei terreni che, a causa dell’alta salinità, sono stati abbandonati perché improduttivi. Darebbero altresì alla località un nuovo aspetto, una nuova accoglienza, cura e riordino. Innovazione e nuove prospettive sono quindi la strada per il cambiamento e le risposte a questo problema».
«Gli agricoltori hanno colto positivamente questa proposta che tiene conto della tradizione locale e dell’ambiente, ma altrettanto della necessità di riqualificare queste aree abbandonate – aggiunge il vicesindaco, assessore alle attività produttive, Francesco Monica -. Nei prossimi mesi avvieremo la sperimentazione di questa coltivazione, con il loro aiuto, per valutare come queste piante possano diventare parte integrante del nostro ambiente».