«Ribadiamo il nostro convinto no alla realizzazione del progetto Venis Cruise 2.0 e auspichiamo che anche le autorità territoriali e nazionali convengano con questa posizione».
Sono le parole della sindaca di Cavallino-Treporti all’indomani della sentenza del TAR Veneto.
«Non corrisponde al vero che l’intervento si collochi fuori dalla Laguna. Ricade nel punto di maggior delicatezza dei due ambiti, marino e lagunare, ove si fonda il principale equilibrio tra i due sistemi. I giudici amministrativi non hanno tenuto conto di quanto riportato nell’Atlante della Laguna 2 – Conterminazioni del 1990, laddove si dice che “l’attuale confine di conterminazione include nello specchio lagunare le tre bocche di orto e l’isola di sant’Erasmo”».
Cavallino-Treporti, e la sua comunità, sono da sempre contrarie alla realizzazione delle bocche di porto del nuovo terminal crocieristico, e più volte l’amministrazione ha interpellato il Governo sull’argomento, ricevendo anche assicurazioni dal Ministro Franceschini.
«È una palese violazione del principio di individuazione della Laguna di Venezia come unicum territoriale, definito “Sito Unesco Venezia e la sua Laguna” nella sua integrità, come ambito di eccezionale e straordinario valore».
Il territorio del litorale, con una scelta simile al Venis Cruise, sarebbe fortemente danneggiato anche nel sistema economico del paese, poiché il delicato ecosistema marino e lagunare limitrofo sarebbero fortemente compromessi.
«Immaginare questo intervento alla Bocca di Porto di Punta Sabbioni senza conoscere e rispettarne gli equilibri vuol dire ferire a morte la città di Venezia, la stessa laguna e lo stesso Litorale di Cavallino-Treporti» conclude Roberta Nesto, che peraltro non intende lasciare nulla di intentato contro l’ipotesi di realizzazione del progetto Duferco-De Piccoli.