In consiglio comunale l’ordine del giorno sulle urgenze, emergenze ed accesso ai servizi di pronto soccorso.

Al primo punto dell’ordine del giorno la sindaca, che detiene la delega alla sanità, ha condiviso l’impegno della giunta di sostenere, per quanto di competenza, e di trasmettere a tutti gli enti competenti, le richieste raccolte in commissione consigliare elaborate dall’intero consiglio, opposizione compresa.

La settimana scorsa, infatti, si era riunita ricevendo dal Movimento per la difesa della sanità pubblica e dal capogruppo di opposizione, una petizione e una serie di osservazioni con alcune richieste discusse che lo stesso documento riepiloga.

«La sanità è un tema delicato, importante, e il Comune non ha competenza diretta. Ma come amministratori di questa comunità ci siamo sempre fatti carico delle istanze dei nostri cittadini, dialogato con gli enti competenti e chiesto che i servizi sociosanitari vengano erogati in questo territorio, nonché siano accessibili – spiega Roberta Nesto -. Dobbiamo però essere consapevoli che la carenza di medici a livello nazionale incide anche a Cavallino-Treporti e la difficoltà di gestione e di garanzia di alcuni servizi è parte integrante di questa carenza. L’Ulss 4 sta comunque continuando a lavorare per colmare alcuni gap e quotidiano è il dialogo con l’Azienda per cercare soluzioni».

Dal consiglio comunale emergono puntali istanze e proprio all’Azienda sanitaria si chiede il ripristino del servizio di guardia medica turistica e di dotare il Punto di Primo Intervento di Ca’ Savio di un secondo medico al fine di garantire la massima operatività dello stesso. Inoltre, si evidenzia la necessità di mantenere attivo il protocollo sanitario rinnovato lo scorso anno.

«A Regione Veneto, alle Ulss 3 e 4, chiediamo di prolungare l’imminente scadenza del protocollo annuale sottoscritto a marzo 2023 per consentire ai nostri residenti l’accesso ai servizi specialistici in entrambe le Ulss – continua Roberta Nesto -. Al nostro quotidiano impegno, chiediamo che tutti gli enti competenti monitorino la completa applicazione del citato protocollo. La salute è un diritto di tutti e l’accesso alle prestazioni deve essere confermato come l’impegno che le aziende sanitarie hanno sottoscritto».