
Lunedì 29 settembre prenderanno il via i lavori per il completamento della pista ciclopedonale a sbalzo sulla laguna veneziana, infrastruttura che è parte integrante del più ampio progetto di riqualificazione del waterfront che si estende da Punta Sabbioni a Cavallino. Si tratta di un’opera di fondamentale importanza per il territorio che migliorerà la sicurezza stradale, completando il proseguimento del percorso dedicato alla mobilità sostenibile, in linea con le esigenze di una viabilità moderna in sintonia con l’ambiente.
I lavori inizieranno con il tratto di Cavallino, dalla Piazza Santa Maria Elisabetta fino all’intersezione con via della Marinona. Per garantire la continuità della viabilità, sarà istituito un doppio senso di circolazione, con un senso unico alternato regolato da movieri o impianto semaforico. Sarà inoltre previsto il divieto di sosta e fermata su entrambi i lati della strada, limitatamente al cantiere mobile.
«I lavori, concordati con il Provveditorato OO.PP., saranno svolti con cantieri mobili con l’obiettivo di completare l’intero percorso per la prossima stagione estiva limitare i disagi alla circolazione – dichiara l’assessore alle opere pubbliche Nicolò D’Este -. Si inizierà con Cavallino, dove sarà posata la pavimentazione in doghe di legno massaranduba, materiale già utilizzato nelle precedenti lavorazioni, e la posa di punti luce a led segna passo, a basso impatto ambientale».
L’assessore sottolinea inoltre che la ditta incaricata cercherà di ridurre al minimo i disagi, sia per quanto riguarda la viabilità che per i concessionari di barche, i quali non dovranno spostare i natanti, anche se l’accesso diretto sarà limitato nei tratti di lavorazione. Il cantiere a Cavallino sarà operativo fino a dicembre, come da programma.
Contestualmente, si avvieranno i lavori nella frazione di Ca’ Pasquali, dove verrà interessato il tratto compreso tra i civici 110 e 130. In questa zona, le operazioni cominceranno con la pulizia del fondale della laguna, seguita dall’intervento di rinforzo delle mura e di protezione antiscalzamento. Successivamente, sarà realizzata la pista a sbalzo che si collegherà con il tratto esistente.
«Si è trattato di un lavoro di coordinamento complesso – aggiunge D’Este -. Abbiamo dovuto conciliare le esigenze di diversi enti e privati, dalla proprietà della cavana all’elettrodotto nazionale, per trovare una soluzione condivisa e funzionale per tutti al fine di completare l’opera di interesse pubblico».
Un altro intervento poi riguarderà il tratto davanti alla Trattoria da Gino, nella zona di Ca’ Vio, dove la pista sarà realizzata direttamente sul sedime stradale, con lo spostamento dell’asse viario e il restringimento del fosso. Questo permetterà di congiungere la ciclabilità tra i tratti stradali e quelli a sbalzo, creando una continuità nel percorso.
«Realizzare e rendere omogenea la percorribilità di via Pordelio è stata una sfida ambiziosa che abbiamo fortemente voluto affrontare – dice la sindaca Roberta Nesto -. Siamo consapevoli dei disagi e delle lunghe tempistiche, ma quest’opera rappresenta un intervento di messa in sicurezza imprescindibile. È il frutto di una sinergia tra diversi enti, con cantieri avviati in momenti differenti ma sempre con la volontà di ridurre al minimo i disagi per i nostri cittadini».
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è consegnare la pista a sbalzo per la prossima estate, completando così un cantiere che restituirà alla comunità un’opera fondamentale per la mobilità slow.
«La pista a sbalzo non è solo una questione di sicurezza viaria, ma anche di qualità della vita e sostenibilità. È una riqualificazione di cui molte altre località ci invidiano e che ci pone all’avanguardia in termini di ciclabilità e tutela del territorio, nonché ci inserisce in percorsi internazionali, come la Monaco-Venezia» ricorda la prima cittadina.
Un investimento complessivo di 20 milioni di euro, di cui 6,8 milioni di euro investiti principalmente per la sicurezza idraulica. Un’opera di valorizzazione del waterfront che su 15 chilometri di Cavallino-Treporti, ne conta 60 dedicati alla mobilità sostenibile, a dimostrazione di un impegno concreto verso una visione di sviluppo territoriale che guarda al futuro, nel rispetto dell’ambiente e delle esigenze delle generazioni presenti e future.