
VENEZIA Studiare il passato, Incrociando le discipline umanistiche con le nuove tecnologie digitali e l’uso delle scienze esatte. Il dipartimento di studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha organizzato la “Giornata dell’Archeologia: nuove scoperte e avanzamenti nella ricerca archeologica di Ca’ Foscari” alla quale sono intervenuti, tra gli altri, Maria Del Valle Ojeda Calvo (prorettrice alla ricerca), Giovanni Vian (direttore del dipartimento di studi umanistici) e Sauro Gelichi (direttore del Centro
studi di archeologia Venezia).
IL PERCOSO
Dalle ricerche nella dell’Alazani in Georgia, alle indagini archeologiche sul sacro in luoghi “estremi” dalle montagne armene alla Sardegna, Dalla riproduzione sperimentale degli skoutelia cretesi, alla presentazione del sito archeologico sudanese nella
città regale di Napata. Dagli scavi etruschi, all’archeologia del buddhismo nello Swat. Dai paesaggi rurali nelle Terre di Mosul, alla conquista romana a est di Aquilela. Dalle missioni di archeologia subacquea ad alta profondita alle indagini interdisciplinari presso il sito del porto fluviale di Aquileia. Da Altinum all’archeologia di comunita In-
torno a Venezia e nell’Adriatico.
Dal vetro tra V e X secolo d.C., ai paesaggi stratificati tra la via Emilia e il West. “Già una ventina di anni fa il professore Gustavo Traversari- commenta Carlo Beltrame professore associato di archeologia marittima – pensava all’opportunità di presentare le attività di scavo del dipartimento e, che da tempo ha ormai una cadenza biennale. E’ un appuntamento importante per gli studenti che possono rendersi conto delle numerose attività che offre l’università a livello di ricerca e formazione mentre gli interventi sono intestati ai singoli docenti e ricercatori del nostro dipartimento e Ateneo. Da alcuni anni il diparti-
mento lavora sull’archeologia della laguna di Venezia, si pensi alle ricerche condotte da Sauro Gelichi su contesti medievali e tardo medievali nella laguna. Ultimamente, insieme a Daniela Cottica e Diego Calaon, ci siamo spostati su fasi di età romana per riprendere quelle segnalazioni e prime ricerche che aveva fatto Ernesto Canal. Noi le verifichia-
mo, approfondiamo e documentiamo con le più moderne tecnologie».
Da agosto un team interdisciplinare è stato impegnato nella seconda campagna di scavo ar-
cheologico subacqueo sul sito lagunare di Li Piccolo, nel comune di Cavallino Treporti, scoperto quasi 20 anní fa dall’archeologo amatore Ernesto Canal. che ha in realtà impersonato la figura di un ricercatore moderno, capace di “fare archeologia” oltre i reperti e i libri. Le indagini sono state dirette da Carlo Beltrame in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. «Le analisi condotte – spiega – ci consentono di ricostruire le fasi di occupazione della laguna Nord e capire le strutture, come è il caso di Lio Piccolo, legate a una navigazione delle acque interne della laguna Nord verso Altino. Tutta questa archeologia romana in laguna va spiegata come un emanazione della città di Altino. Non è dunque strano che queste realtà siano legate alla città di Altino che aveva un suo punto urbano e già oggetto di indagini.Le imbarcazioni, per arrivare al mare, dovevano inoltre percorrere una parte della laguna e avevano bisogno di una serie di infrastrutture. Altro discorso sono invece le ville marittime citate da Marziale. L’edificio che stiamo indagando, struttura detta “Villa romana di Lio Piccolo”, io sott’acqua e Diego Calaon a terra, potrebbe essere una villa marittima, un ambiente particolarmente piacevole e che era dotata di piscine per l’acquacoltura, in particolare di ostriche