LA TORRE BINATA DELL’AMALFI APRE ALLA TERRAZZA PANORAMICA
La fortificazione del ‘900, museo di sé stessa, guarda a nuove prospettive e potenzialità
Con una vista sul territorio di Cavallino-Treporti, si è conclusa un’altra tappa della riqualificazione di uno dei 200 edifici bellici a difesa di Venezia e del museo diffuso all’aria aperta “Via dei Forti”.
Batteria Amalfi ha chiuso in questi giorni il cantiere che ha consentito, durante i 195 giorni di lavoro, il restauro conservativo della fortificazione di Punta Sabbioni.
Realizzata in soli 17 mesi tra il 1915 e il 1917 per volontà del Genio Militare per la Regia Marina, l’Amalfi utilizzava una torre binata di tipo navale con due cannoni da 381 mm, avanguardia di una nuova concezione di fortificazione: dalla batteria costiera circondata da muri di cinta con tutti i servizi al suo interno, ad una installazione di artiglieria completamente innovativa con i singoli edifici disseminati nella zona limitrofa collegati con una decauville il cui tracciato è oggi parte della rete stradale comunale.
Proprio per l’impatto storico-culturale, e per le potenzialità che racchiude, l’amministrazione ha inserito l’intervento tra gli edifici storici da recuperare e valorizzare, con un investimento di 250 mila euro finanziati per 75 mila euro dal Comune e per 175 mila euro da fondi regionali.
Un progetto, come già illustrato nei mesi scorsi dall’assessore alle opere pubbliche, Nicolò D’Este, che fa parte del percorso di recupero dei beni della Grande Guerra, per il quale «si è intervenuti con un’azione di pulizia, consolidamento e di impermeabilizzazione della copertura e della facciata del corpo principale, per una superficie complessiva di circa 1500 mq, puntando a valorizzare il pozzo della cannoniera con una scalinata per raggiungere l’area panoramica, senza intaccare la struttura esistente, mantenendo intatto l’esistente, con la volontà di conservare e ripristinare il forte».
In un contesto ambientale particolare emerge quindi la peculiarità della Batteria: un complesso di fabbricati che costituisce un sistema logistico autonomo ed articolato composto da un corpo principale, due corpi delle stazioni elettrogene e la polveriera.
«Oggi anche questa fortificazione trova una sua identità ed un percorso volto alla valorizzazione e alla promozione sinergica di storia e territorio – afferma Alberto Ballarin, assessore alla cultura e al turismo -. Lo scopo che ci siamo prefissati è quello di trasformare questo patrimonio attraverso una pianificazione specifica che delinei il quadro generale delle potenzialità per un corretto investimento a supporto di attività connesse allo sviluppo culturale quali ad esempio attività didattiche, espositive ed eventi che leghino il nostro passato al futuro di Cavallino-Treporti».
«“Via dei Forti” racchiude un sistema di grande fascino, concentrato in un territorio delimitato, unico per le diverse tipologie costruttive che rappresentano il passato di Cavallino-Treporti – conclude la prima cittadina Roberta Nesto -. Il recupero di queste strutture a difesa di Venezia diventa occasione ed opportunità per un turismo culturale volto a costituire una rete museale che si inserisce in un più ampio contesto regionale e nazionale di recupero della memoria storica della Grande Guerra inserita all’interno del masterplan del Centenario promosso dalla Regione Veneto».