La riqualificazione e la soluzione alla viabilità di via Hermada dovrà trovare concretezza e a studiare nuove soluzioni rispetto ai flussi odierni sono l’amministrazione e il camping Marina di Venezia.
Una via che è sempre stata ritenuta urgente di riqualificazione e che doveva essere realizzata attraverso un accordo pubblico-privato. Una scelta ritenuta valida per realizzare l’opera i cui tempi sono stati però compromessi dai ricorsi legali presentati da alcuni frontisti che hanno bloccato il progetto e dilatato i tempi di realizzazione.
Pur avendo vinto i ricorsi, la proprietà ha ritenuto revocare l’accordo e rivalutare il progetto poiché alcuni elementi sono cambiati a seguito del Covid.
Dunque, in questi mesi, proponente e amministrazione, hanno ritenuto opportuno fare ulteriori verifiche, “testando” su campo possibili interventi finalizzati a migliorare la mobilità del tratto di Punta Sabbioni, avviando sperimentazioni e analisi del traffico con uno studio attento di un tecnico specializzato.
«La riqualificazione complessiva di via Hermada resta una nostra priorità ma, in accordo con la proprietà, abbiamo ritenuto necessario procedere prima con alcune sperimentazioni che potessero consentirci le diverse valutazioni da attuare in maniera risolutiva – spiega Nicolò D’Este, assessore alla viabilità -. Senza dati concreti è infatti impossibile intervenire in modo efficace, soprattutto perché molte componenti sono cambiate dopo il covid, motivo per il quale anche il Marina di Venezia intende riformulare nuove proposte».
Nel giro di poche settimane, quindi, si è assistito ad una serie di cambiamenti sulla segnaletica orizzontale di via Hermada. Il Comune di Cavallino-Treporti, infatti, aveva tracciato e provato a ricavare due corsie ciclabili, una per senso di marcia. Tuttavia, sono state successivamente cancellate, sebbene conforme alle nuove normative, poiché la soluzione non si è dimostrata efficace nella realtà.
La proprietà, in contemporanea, ha pensato di destinare un’area di proprietà lungo via Hermada, all’accoglienza e al check-in degli equipaggi, al fine di liberare la strada dai mezzi in attesa di entrare nella struttura ricettiva.
«La sperimentazione, che non ha potuto iniziare prima del periodo di Pentecoste poiché il ricorso non era stato risolto e n on permetteva di avviare i lavori, continuerà per tutta l’estate e permetterà di trovare le soluzioni migliori per la riqualificazione della via – continua l’assessore D’Este -. È possibile che qualcuno lo ritenga un disagio o che ci siano idee confuse ma noi vogliamo assicurarci che i prossimi interventi siano basati su dati concreti e riflettano le nuove esigenze emerse dopo il Covid. L’obiettivo rimane quello di sistemare la via per dare risposte ai nostri residenti attraverso un’opera pubblica che metta in sicurezza tutti».