
«La nostra è una comunità sicura. Abbiamo più di 60 telecamere ottiche sul territorio comunale, la via in cui è avvenuta la rapina non è particolarmente isolata né scarsamente illuminata. Non sappiamo spiegarci una ferocia simile». La sindaca di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, ribadisce la vicinanza della comunità alla famiglia colpita e spiega come, nella sua città, la sicurezza sia una priorità.
«Abbiamo installato telecamere seguendo la fibra ottica: il problema si pone nelle zone non coperte ma siamo al lavoro per implementare la fibra o trovare altre soluzioni». E sulla polemica per le luci mancantia Ca’ Ballarin? «In quella zona i lampioni ci sono perché si tratta del centro urbano. Nei tratti di via Pordelio dove non abbiamo potuto installarli per i vincoli ambientali c’è l’illuminazione segnapasso imposta dalla Sovrintendenza. Negli ultimi 10 giorni abbiamo avuto qualche problema con i lampioni per via di infiltrazioni d’acqua nei giunti: l’ultima riparazione è stata fatta stamattina, quindi domenica qualcuno era spento.
Ma l’illuminazione privata è presente in tutte le casse via Pordelio, anche in quella presa di mira dai banditi. Poi ripeto, non si tratta di una casa isolata persa nella campagna, ci sono i vicini a poche passi è inspiegabile che abbiano colpito proprio li. Poteva capitare a tutti”. Archiviata la polemica sull’illuminazione, resta lo sgomento per un episodio di violenza inspiegabile.
“Per noi è una situazione inusuale, siamo sconvolti. C’è qualcosa nella dinamica di questa rapina che non mi torna: perché colpire una famiglia di brave persone, lavoratori, con tanta violenza? Sembra proprio che i banditi siano andati a colpo sicuro ed è strano perché questa tipologia di famiglia non giustifica un’aggressione di questo tipo. La comunità chiede chiarezza e io sono in contatto con gli inquirenti oltre che, naturalmente, con la famiglia Biondo».
ASSOCIAZIONI TURISTICHE
Cavallino-Treporti è una comunità sotto shock da quando la notizia della violenta rapina ha cominciato a circolare: in una comunità che, in inverno, conta poche decine di migliaia di abitanti, ci si conosce tutti e le voci girano in fretta. In quel lembo di terra a vocazione fortemente turistica, tagliato a metà da una pista ciclabile che è un fiore all’occhiello per la comunità (è la ciclopedonale a sbalzo più lunga d’Europa e si snoda proprio lungo la via dove si trova la villetta dei Biondo, via Pordelio), rapine del genere non se ne vedono. «La nostra comunita si è sempre considerata sicura, anche per la conformazione geografica di Cavallino – spiega Francesco Berton, presidente di Assocamping – siamo un’isola collegata da un ponte. In alta stagione, quando Cavallino passa da 13mila abitanti a oltre 100mila può capitare qualche furtarello ma non abbiamo memoria di un episodio del genere. Conosco la zona, abito non lontano dall’abitazione della famiglia rapinata e deve essere terribile vedere la propria intimità familiare violata così. Speriamo resti un episodio isolato». La sicurezza delle comunità vacanziere è garantita dalle telecamere sul suolo pubblico ma anche dalla sorveglianza presente all’interno degli impianti turi-stici: «Abbiamo telecamere e guardie che controllano le strutture. Se consideriamo le presenze complessive lungo tutta la stagione estiva sfioriamo 7 milioni di persone, con numeri del genere è naturale attrezzarsi». Dello stesso avviso anche Paolo Bertolini, presidente del Parco Turistico di Cavallino-Treporti. «A mio avviso si tratta di sbandati, probabilmente venuti da fuori, che hanno tentato un colpo in maniera poco furba: c’è un’unica via d’accesso all’isola e questo non è sintomo di scaltrezza, diciamo. Ci consideriamo una comunità sicura anche per i grandi numeri che facciamo in estate: qui c’è anche molto controllo del vicinato, ci conosciamo tutti e non ci sono obiettivi particolarmente sensibili. Ci auguriamo naturalmente che questi sbandati, possiamo chiamarli così, vengano presi e che questo rimanga un caso isolato».