Entro la primavera la sottoscrizione dell’accordo di programma: trovare la sintesi tra cinque Enti competenti non è scontato ma ci stiamo riuscendo con l’obiettivo di dare soluzione all’imbarcadero di Punta Sabbioni

«Non accettiamo affermazioni di immobilismo. L’opposizione ci accusa di essere stati fermi undici mesi, senza progetti e soluzioni. Questo è inaccettabile. Dal primo giorno in cui ci è stata comunicata l’emergenza strutturale del pontile, che rischiava di cadere a pezzi, abbiamo lavorato con AVM/ACTV per gestirla, ognuno con le proprie competenze, per trovare la soluzione migliore e limitare, ove possibile, i disagi e per garantire agli utenti di raggiungere Venezia e le isole – spiega la sindaca Nesto -. La messa in sicurezza del pontile è stata quindi la priorità e non è stato facile raggiungere un progetto per il pontile provvisorio e convincere gli Enti di salvaguardia, come la Soprintendenza, ad accettare la soluzione. Avremo voluto soluzioni diverse ma non era possibile. E con senso di responsabilità abbiamo lavorato e stiamo continuando a farlo. Tutti noi. Questa è una delle motivazioni per cui non accettiamo la mozione presentata».

È la risposta di Roberta Nesta all’attacco dell’opposizione ieri sera in consiglio comunale, durante la discussione della mozione illustrata in merito ai lavori del Terminal di Punta Sabbioni e dei servizi richiesti.

L’attuale maggioranza ha ritenuto non condividere il documento così presentato poiché la mozione riporta argomentazioni presentate in modo farraginoso e molte delle richieste risultano poste in modo poco chiaro. Altre invece sono già state oggetto di discussione in commissione trasporti e di interessamento da parte dell’amministrazione, altre stanno proseguendo il loro iter.

«Abbiamo illustrato tutte le motivazioni della nostra scelta, spiegando in maniera puntuale tutti i temi. Alcuni risultano già esauriti o trattati in commissione trasporti, altri saranno portati nella prossima seduta, altri sono confusi – aggiunge il vicesindaco, assessore ai trasporti, Francesco Monica -. Votare la mozione, inoltre, inficerebbe il percorso che abbiamo intrapreso, vanificando pertanto il lavoro effettuato dalla commissione trasporti, dal Comitato Pendolari e quello che tutti i soggetti coinvolti, quali Enti competenti, hanno fin qui realizzato. Il percorso che stiamo intraprendendo è l’accordo di programma che tutti gli Enti dovranno sottoscrivere entro la prossima primavera per realizzare il nuovo pontile e sistemare la situazione attuale. E con il Comune di Venezia stiamo definendo l’accordo economico di compartecipazione».

«Abbiamo ribadito il nostro impegno ma vogliamo che tutti gli Enti siano partecipi al progetto, per la loro parte di competenza. Cavallino-Treporti non può sostituirsi a nessun altro. E non vogliamo farlo – precisa la sindaca -. Sarebbe grave se accettassimo la proposta dell’opposizione di far pagare tutta l’opera al nostro Comune. Venezia deve mettere la sua quota su questo progetto e quindi stiamo lavorando per un’equa partecipazione alla spesa. Nessun immobilismo da parte nostra quindi, ma stiamo lavorando per portare avanti l’impegno politico preso con i nostri cittadini e con le altre autorità».

«Il dialogo è l’aspetto fondamentale della nostra attività amministrativa, come vigilare e segnalare a chi di compente, facendoci portavoce delle istanze dei nostri cittadini. Considerato che il nostro Comune ha lo 0,00% di quote di partecipazione nel consiglio di amministrazione di AVM/ACTV, ovvero nessun potere decisionale, è l’unica strada perseguibile – conclude Renzo Orazio, capogruppo di Patto Civico -. La nostra responsabilità è quella di portare a compimento i progetti in essere quale risposta alle richieste dei nostri pendolari, nonché rendere funzionale e appropriata la porta d’acqua di ingresso per Venezia. Se la mozione avesse avuto un contenuto diverso avremmo votato, ma così come presentata vanifica il percorso che abbiamo intrapreso con gli Enti competenti e con i soggetti che stanno lavorando per migliorare questa situazione. La prossima sfida è quella di accorciare, ove possibile, i tempi del cronoprogramma e sistemare definitivamente una situazione che persiste da oltre 50 anni».