SU VIA DELLA FONTE LA SCELTA POLITICA HA INFLUITO SULL’OPERA
I lavori ritardati dalle questioni economiche del Consorzio Venezia Nuova
Commissione consiliare su via della Fonte. A partecipare all’incontro politico di ieri anche i due responsabili, l’ingegner Valerio Volpe del Provveditorato OO.PP. e l’ingegner Massimo Gambillara del Consorzio Venezia Nuova, oltre al dirigente comunale, l’architetto Elvio Tuis, per chiarire i rallentamenti dei lavori su via della Fonte.
Ad esprimersi sui ritardi sono stati gli stessi enti sovracomunali che hanno competenza di eseguire e gestire l’opera di viabilità di Ca’ Ballarin.
Il Consorzio Venezia Nuova ha confermato che, per sue criticità legate alle questioni economiche e finanziare, ha bloccato i pagamenti agli enti e alla ditta esecutrice, che sono stati costretti, di conseguenza, a sospendere i lavori e a riprenderli gradatamente.
Ad interferire nel tratto stradale quindi anche il rallentamento delle aziende gestori dei sottoservizi, per le quali il Comune è intervenuto ripetutamente anche con solleciti.
In questi giorni i lavori sono però ripresi e Italgas ha preso in carico il cantiere per spostare i sottoservizi lungo via della Fonte. Anche Enel dovrebbe iniziare a breve.
In concomitanza, continueranno gli interventi dell’incrocio con via Pordelio per la messa in sicurezza e la conclusione della nuova rotonda.
«Il Provveditorato e il Consorzio hanno ammesso le loro responsabilità con il conseguente rallentamento e fermo del cantiere. Il nostro comune aveva già dato, nel 2013, 1,1 milioni di euro di competenza, come dall’accordo di programma del 2003 e dai successivi addendum. Ma aver scelto di dare i soldi del nostro comune al Provveditorato non è stata una scelta sicuramente positiva – afferma la sindaca Roberta Nesto -. Era preferibile, a ragion veduta, gestire i soldi arrivati dalla legge speciale mettendoli in avanzo di bilancio, tenere quindi i soldi nelle casse del Comune, e svincolarli al momento opportuno in vista dei lavori. Ancor meglio sarebbe stato gestire direttamente la parte economica e l’intervento stesso, come abbiamo fatto per la messa in sicurezza del Pordelio e la annessa pista ciclopedonale a sbalzo sulla laguna. Per questa opera ricordo che ho chiesto a Roma una deroga per svincolare i soldi che avevamo vincolati nelle casse comunali. Questa scelta ha consentito di avviare i lavori e portarli avanti con continuità, con la chiusura del cantiere prevista per questo 2022».